|
clicca sul numero verde nazionale per l'aiuto alle vittime di tratta per sapere cos'è e come funziona |
||||
|---|---|---|---|---|
| chi siamo | prostituzione | che cliente sei? | bacheca | |
| sei qui: copertina > home > prostituzione > prostituzione transessuale |
![]() |
Notturno Romano - Blanca alla fine si e' decisa ad uscire dalla mia macchina; quasi cascata dal letto e col trucco messo su in fretta, non si sentiva in ordine e non le andava molto di scendere dall'auto. L'ho prelevata da casa di una sua amica e la sto riaccompagnando nel quartiere Alessandrino, dove abita con Rosita; ha dormito tutto il giorno, dopo una lunga notte sulla strada. Mi chiede di deviare leggermente dal percorso, per fermarci alla videoteca dove solitamente si rifornisce di dvd: dopo aver visto “Il silenzio degli innocenti”, ora ne cerca la prequel, “Red Dragon”. Non disdegna film di questo tipo, sui killer seriali: forse per lei vederli è un'esorcismo contro le tante paure e rischi che realmente incontra nelle sue notti sul marciapiede? Ricordo quando un mese fa l'ho trovata al “mattatoio” (il nuovo mattatoio, su via Palmiro Togliatti, la zona di Roma dove c'e' la più alta concentrazione di prostituzione transessuale), con un occhio pesto ed un labbro gonfio e sanguinante: il “regalo” dell'ennesimo cliente che dopo aver rifiutato di pagarla, l'ha pure malmenata e scaricata dall'auto. Blanca mi chiede se posso entrare io nel negozio per prendere il dvd; il film non è disponibile, ma quando esco la vedo che fissa un altro dvd esposto in vetrina; riconosco l'immagine sulla custodia: un giovane e una giovane nudi, lui che tende un arco mirando con la freccia verso la ragazza…. “Blanca, quello e' ‘Il fiore delle mille e una notte' e non ci sono serial killer in quella storia…”; “Lo so, lo so: è un film de Paholini. Ho già visto Salò e altri film: è difficile ma me gusta tanto!”. Incasso la lezione. Comunque non lo prenderà perché è un dvd usato; mi spiega che sta collezionando tutti i film di Pasolini e Almodóvar e di questi due registi, che apprezza molto, prende solo dvd nuovi. Alla fine le faccio un piccolo regalo: ‘Le fate ignoranti', di Ferzan Ozpetek, che piacerà molto a lei ed anche alla sua convivente, Rosita. Blanca ha ventotto anni, è argentina e da circa due anni si trova a Roma. Ha tratti fisici generali e movenze decisamente femminili; solo spalle e braccia, un po' solide, parlano di momenti duri della sua vita. Mi ha raccontato che quando si aprì col padre, confessandogli che non si sentiva affatto un maschio, fu cacciata di casa e per sostenersi si diede da fare anche con lavori molto pesanti. Ora la situazione si è quasi capovolta e tocca addirittura a lei sostenere la sua famiglia d'origine, che versa in difficoltà economiche. Si prostituisce in parte sulla strada, in parte nell'appartamento che condivide con la sua amica o presso le abitazioni dei clienti. Lo fa senza dover rendere conto a nessuno, ma per arrivare a questa libertà ha dovuto pagare un “debito”, contratto con una organizzazione che a Roma gestisce la prostituzione di molte delle transessuali provenienti dal suo paese… (Nota Bene: Blanca e Rosita non sono i veri nomi delle persone di cui si scrive). --- La prostituzione transessuale immigrata, fino a pochi anni fa ritenuta totalmente libera, si rivela ora nei suoi aspetti peggiori paragonabile e sovrapponibile a quella delle ragazze “biologiche” prostituite. Le transessuali e i gay travestititi, in particolare provenienti dal sudamerica, contraggono con le sfruttatrici un debito che oscilla tra i 14.000 e i 20.000 euro: questa la "tassa" da pagare per poter ottenere dalla organizzazione malavitosa il permesso di svolgere la loro attività sul suolo italiano. Soprattutto nei primi tempi, devono sottostare ad una disciplina abbastanza dura, e qualcuna parla anche di percosse e di uno stato di semireclusione. Devono imparare a lavorare sodo, a non indulgere nel sonno, a rispettare le più anziane; il debito va pagato in fretta, anche nel loro stesso interesse. Beffa finale, dopo il danno: l'ultima rata del debito “deve” essere festeggiata con un ulteriore regalo a favore della sfruttatrice, in genere una collana o un orologio d'oro. Lo sfruttamento delle prostitute trans ha molti aspetti in comune con quello perpetrato nei confronti delle ragazze nigeriane; così come per queste vi è l'anziana sfruttatrice (la “maman” o “madame”), quasi sempre ex o in alcuni casi attuale prostituta, anche per le trans la rete del reclutamento e dello sfruttamento è prevalentemente organizzata da transessuali anziane (le "cafetine", nel gergo delle brasiliane), spesso ancora attive come sex worker e appartenenti alla prima generazione di trans giunte in Italia per prostituirsi. Le sfruttatrici possono essere coadiuvate da malavitosi italiani che a volte hanno con loro un legame sentimentale. Simile tra i due target il meccanismo del debito. Se però a far muovere le ragazze è quasi sempre la grande povertà dei paesi di provenienza, con l'aggiunta a volte del raggiro o di menzogne su come realmente verrà svolta l'attività, se non addirittura del rapimento, per le trans si aggiungono altri e ben precisi fattori che indirizzano le vite e le scelte di queste persone verso la prostituzione. La discriminazione e l'avversione che la società nutre nei confronti delle transessuali, la grande ignoranza che ancora avvolge la loro realtà, rendono estremamente difficoltoso per le trans l'accesso ad una normale vita di studio e lavorativa, se addirittura non la precludono nettamente. In Italia le cose stanno cambiando, anche grazie alla legge varata nel 1982 che consente la variazione anagrafica di genere e il supporto pubblico per le spese sanitarie riguardanti la trasformazione fisica e le terapie ormonali. Permangono ancora difficoltà per l'inserimento lavorativo e per il pieno raggiungimento della tolleranza sociale, ma la situazione è molto diversa rispetto ai recenti anni passati, quando anche per le trans italiane l'unica risorsa disponibile per poter vivere e affrontare i costi delle varie chirurgie e terapie necessarie alla riassegnazione di sesso, era la prostituzione. Le trans immigrate parlano di totale impossibilità per loro di trovare un lavoro in paesi fortemente disagiati economicamente, dove già chi non è vittima del loro stigma ha grosse difficoltà a collocarsi nel mercato del lavoro. In più, il desiderio di riuscire a completare o intraprendere in età giovane il viaggio verso il genere sessuale a cui ci si sente interiormente di appartenere, le spinge a intraprendere l'altro viaggio: la migrazione verso l'Europa e verso una moneta che al cambio promette ricchezza e realizzazione dei desideri. A volte seguono l'esempio di un'amica già partita e che ha realizzato qualcosa di concreto; altre volte vengono intercettate e reclutate nel loro paesino, spesso in una discoteca, dagli emissari locali delle reti allacciate con chi è in Europa. Gli stessi emissari, a migrazione avvenuta, cureranno il controllo sulle famiglie delle ragazze partite, attivandosi anche con minacce ai familiari di quelle particolarmente recalcitranti o ribelli nei confronti di chi sfrutta. Nel recente passato si sentiva spesso dire che la prostituzione per le trans nasceva da un bisogno principalmente emotivo, legato alla ricerca dell'affermazione della loro femminilità. Alcune transessuali prostitute infatti dichiarano che vedono nell'essere scelte o rifiutate dai clienti una conferma o una dolorosa negazione della loro femminilità, almeno esteriore. Ma non sono poche le transessuali che ridono questa spiegazione, ritenuta sciocca ed insultante. Moltissime tra loro sono giovanissime; si dichiarano diciottenni, ma spesso è davvero difficile credere che non siano minorenni… Si ritrovano inserite in una rete abbastanza articolata che disegna un variopinto business intorno alla loro attività. Spesso, oltre alla sfruttatrice principale, vi è una specie di tutrice che si fa carico del controllo più operativo e di protezione sulla strada (anche a questa va pagata una tariffa: il posto sulla strada, che costa altri tremila euro ed è comunque rivendibile). Gli appartamenti, soprattutto per i primi tempi, sono delle vere e proprie topaie umide, spesso dei seminterrati, dove l'odore della muffa si impasta cogli aromi speziati della cucina sudamericana e con il fumo dei ceri accesi sugli immancabili altarini casalinghi straripanti di santini e statuine; il prezzo del posto letto (quasi sempre una piazza di un matrimoniale, condiviso con un'amica) è di circa due o trecento euro a settimana. Roma pullula di scantinati così utilizzati, nelle semiperiferie e periferie ad est della città: quattro o cinque ragazze per appartamentino, ed il conto è abbastanza interessante. Ma c'è anche chi è più efficiente: sempre a Roma troviamo un'intera pensioncina che affitta le camere solo a transessuali, vietandone comunque l'uso per l'incontro coi clienti; quaranta euro al giorno il prezzo in questa situazione. E' poi una figura decisamente simpatica la “cuoca” ristoratrice brasiliana: anche lei una trans anziana, ex prostituta, ritenuta da tutte un'ottima interprete della cucina del suo paese; è dotata di furgoncino e cura un piccolo ma efficiente servizio di catering per rifocillare a prezzo modico le giovani matricole, appena deste al tramonto. E dopo la cena/colazione, il trucco e… Pronte per partire! Ad accompagnarle sulla strada ci pensano gli “autisti”; italiani, questa volta, che curano un vero e proprio service per trans a dieci euro a persona. Il servizio funziona bene: l'autista arriva subito se chiamato quando è impellente la necessità di un rientro a casa, quasi sempre motivato da una intensa attività delle forze dell'ordine. Altrimenti, il rientro può essere curato da un cliente compiacente, o dall'ultimo cliente che nella notte preferisce la prestazione in casa: cinquanta euro, in genere, invece dei venti o trenta richiesti per la prestazione in macchina. Un capitolo particolare è quello del rifornimento di medicinali; si parla soprattutto di ormoni, che le trans si autoprescrivono senza una precisa conoscenza dei farmaci che assumono e senza il parere di un endocrinologo; un pericoloso fai-da-te, per quanto riguarda le sostanze e le dosi, spesso frutto di consigli di amiche che si definiscono esperte. Ma è anche frequente il ricorso agli inibitori della fosfodiesterasi-5, i moderni farmaci che facilitano l'erezione: alle trans è sovente richiesto un ruolo attivo nella prestazione sessuale ed il loro uso facilita il compito… Possono poi aggiungersi anche sostanze che aiutano a sopportare il freddo ed il sonno: la miscela finale diviene davvero devastante. Per queste esigenze c'è chi procura sottobanco le sostanze, e anche questo servizio ha i suoi bravi attori ed il suo costo. Potremmo ancora aggiungere le cure col laser per la depilazione definitiva, i piccoli interventi di arrotondamento del corpo curati dalla "bombadeira" (la praticona esperta nel modellamento col silicone per glutei, fianchi, cosce, ecc.), l'impianto delle protesi per il seno (che soprattutto per le giovanissime è il primo traguardo, non appena si riesce a coagulare il primo gruzzoletto che consente di raggiungerlo) ed altri interventi di chirurgia estetica, anche sostenuti in Italia. Raramente si pensa alla riassegnazione chirurgica del sesso, sia perché non è sentita indispensabile da molte trans (spesso l'avversione è dovuta alla la paura per la possibile perdita della sensibilità erotica), sia perché la stragrande maggioranza dei clienti preferisce creature androgine a quelle che si sono decisamente orientate verso la femminilizzazione più intima; ed è il cliente, con i suoi desideri, che porta i soldi. Magari l'ultimo intervento è rimandato di qualche anno, per la “pensione”. Ma le entrate delle trans sono principalmente dirette ai familiari che vivono nei paesi di origine. Sempre primari sono poi gli obiettivi riguardanti l'acquisto di una casa e di un'automobile nel proprio paese. In più, serve un gruzzolo sostanzioso da mettere da parte per assicurarsi un futuro decente in un mondo che non riconosce dignità e possibilità a queste creature. E qui si innesta un discorso molto diffuso tra le trans: se partono da una situazione di sofferto sfruttamento, facilmente entrano nell'ordine di pensiero di divenire loro stesse, col tempo, parti attive nell'organizzazione che recluta e sfrutta altre ragazze; una sorta di evoluzione di quello che anni fa era solo una forma di “nonnismo” presente in questa fascia di immigrati. Altre, una volta libere, cambiano modo di lavorare preferendo l'attività al chiuso ed eventualmente raggiungendo i clienti tramite inserzioni su internet. Esiste poi un'altra forma sottile ed intima di sfruttamento di cui molto spesso le trans si sentono vittime: i clienti che le carpiscono in appassionatissimi amori usa-e-getta. Capita spesso, soprattutto alle trans appena arrivate, di prendersi una cotta, contraccambiate, per un cliente particolarmente disponibile, sensibile, e forse anche lui bisognoso di affetto o di qualcosa che egli stesso stenta a comprendere. Inevitabilmente il cliente dopo un mese, o giù di lì, scompare. A volte, con grande dolore per l'abbandonata, riappare nella sua auto con a fianco un'altra trans, riconoscibile tra quelle appena arrivate. Per alcune trans la vicenda del “fidanzamento” breve si ripete diverse volte, fino a che una dura corazza viene a coprire i loro sentimenti e decidono di non credere più agli “italiani bugiardi ”. Ma è giusto dire che in alcuni casi nascono anche rapporti ben più validi; per quanto a nostra conoscenza, alcune fuoriuscite di ragazze trans dallo sfruttamento sono avvenute anche grazie al supporto di clienti che hanno instaurato con loro buoni rapporti sentimentali (vedi più avanti paragrafo sull'articolo 18). Cosa cerca il cliente di una prostituta trans? E' pertinente parlare di omosessualità, o forse piuttosto di omogenitalità? (cfr.: Roberto Sabatini, "L'esperienza transessuale: un'interpretazione"). Variando registro, forse c'è anche la ricerca di un territorio senza limiti, oltre i limiti; un luogo mitico, dove gli opposti si abbracciano e si integrano. O forse la ricerca è determinata dall'identificazione con il desiderio fortissimo e decisamente perseguito di “divenire” a tutti i costi quel che ci si sente di “essere” dentro, non necessariamente sul piano sessuale o di genere. Forse la trans è un archetipo che incarna e rappresenta queste perenni tensioni insite nell'animo umano; può quindi essere il transessualismo, per chi lo incontra da “fuori”, una metafora vivente di queste tensioni verso la trasformazione, il cambiamento? Metafora potente, esplosiva, eversiva, seduttiva e inquietante, in quanto spesa e “giocata” sul sesso e sull'identità di genere, i luoghi dove si esprime più acerba, ricca di intensi chiaroscuri, la dialettica della vita . Ci piacerebbe ascoltare, leggere le parole di chi vive questa esperienza. Sappiamo quanto è in generale difficile l'apertura da parte dei clienti e dei sex worker. In questo particolare contesto le difficoltà aumentano: il luogo dove ci si avventura è ancora più in ombra e soggetto a discriminazioni e giudizi pesanti. Ma, ancora una volta, parliamo di relazioni, di incontri. Certo, parliamo anche di difficoltà quasi “impronunciabili”, ma vicine ad altre più note e più facilmente “almeno” pronunciabili: povertà, immigrazione, clandestinità, sfruttamento; parliamo di diritti e possibilità negate. Facciamo presente che l'apparato legislativo (articolo 18, ecc.) esistente per la prostituzione immigrata e sfruttata, vale ovviamente anche per le transessuali. Pensiamo che l'invito a scendere sotto casa per andare a conoscere queste nostre amiche, per portare loro quel che possiamo in fatto di diritti, di tolleranza, di interesse umano, di amicizia, sia il minimo che possiamo fare in queste pagine, nella rete. --- Il cameriere del ristorante cinese, dopo averci squadrati con la coda dell'occhio, ci ha accompagnati con decisione, senza che lo chiedessimo noi, ad un tavolo molto appartato, piazzato in una nicchia in una saletta quasi nascosta. La privacy dura poco: il locale si riempie e presto siamo preda degli sguardi curiosi ed ammiccanti di una numerosissima famiglia di rumeni, che viene ad occupare il tavolone piazzato nel centro della saletta… Ci manca solo che arrivi un extraterrestre per rendere ancor più straordinariamente multietnica la situazione! -“Blanca, poche sere fa ho visto in televisione un servizio su voi trans romane… Del mattatoio… Il giornalista vi ha osservate a lungo, di nascosto. Ha calcolato che riuscite a guadagnare almeno cinque/seicento euro a notte, contando i clienti e i minuti che dura la prestazione…”; -“Ahi nnooo!!! Magari!!! Quando sei appena arivata, hai più clienti. Ma poi preferiscono quelle che arivano dopo, quelle nuove… E noi chiediamo trenta euro, venti euro… Ma pochi adesso pagano questo prezzo… C'è crisi… Oramai se contratta e a volte me accontento de dieci euro per fare tutto, in macchina…”;-“Dieci euro?! Nulla!… Coi rischi che corri, il freddo che devi sopportare…”; Blanca giocherella col pollo alle mandorle; sta per inforchettarne un pezzo, ma si ferma, alza il viso e mi guarda sorridendo: -“E che me frega! Co dieci euro me compro un dvd de Paholini, e per me va bene anche così!...” torna alla home page | torna in alto | torna a "prostituzione" 2004-2009 ComunqueIncontri | mail: comunqueincontri@gmail.com |
|||
::
|
||||
|---|---|---|---|---|
:: |
||||
:: |
||||
:: |
||||
:: |
prostituzione transessuale |
|||
| transex transessuale transessuali attivo attiva passivo passiva prostituta prostitute prostituti prostituto prostituzione mattatoio caracalla cristoforo colombo porta latina decima appia salaria tiburtina viale palmiro togliatti via longoni piazzale pino pascali roma bologna torino milano firenze napoli palermo annunci annuncio internet caffettina caffettine cafetina cafetine bombadeira viados travestitismo travestito travestiti |