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Argomento controverso da sempre; difficile parlarne senza doversi “schierare” su gradazioni di colore che non siano quasi sempre quelle più estreme. Noi abbiamo deciso di “ascoltare”, senza giudizi e moralismi. Riconosciamo la florida esistenza del fenomeno e sappiamo che la prostituzione non è affatto solo sfruttamento, tratta di esseri umani e coercizione: è anche una libera scelta, seppure quasi sempre sussurrata e censurata. Abbiamo deciso di usare nel nostro sito i termini “prostituta”, “prostituzione” – a noi più familiari – ma sono oramai diffusi i termini anglosassoni quali “sex-worker”, “sex-work”: rendono con gradazione più neutra e meno giudicante i soggetti e le attività che vogliono nominare. Il sito nasce mentre è in corso una possibile ridefinizione delle leggi che si occupano della prostituzione: è molto di moda parlare di case chiuse da far rinascere… Eppure, scorrendo gli annunci riguardanti “messaggi” e “relazioni sociali” di un qualsiasi quotidiano, ci accorgiamo di quante persone sono già attivissime nel chiuso di appartamenti, anche presso “altrui” (dei clienti) abitazioni. Insomma: è a quanto pare normale che ognuno sia libero di fare quel che vuole a casa sua, in affitto o di proprietà che sia! Semplice da attuarlo poi, se si è cittadini di questo paese. Diciamolo chiaramente, allora: il problema vero è nella situazione di clandestinità di chi, immigrato, si propone come sex worker per libera scelta, che poi può facilmente divenire sfruttata, o si ritrova tale per costrizione; lo stato di clandestinità favorisce il mercato di esseri umani tra frontiere e la prostituzione sfruttata o forzata. Riteniamo che il tentare di ridurre i problemi che attecchiscono intorno alla prostituzione non possa prescindere da una seria discussione che abbracci tutto il fenomeno, con scelte coraggiose che possano anche includere, ad esempio, il riconoscimento della immigrazione finalizzata al sex work. Nel frattempo, le ragazze allantonate dalla strada – senza che vengano affrontate alla radice le cause della loro clandestinità – vengono trasferite sempre più in luoghi chiusi da chi gestisce i racket. Diventano, oltre che clandestine, anche invisibili... torna alla home page | torna in alto 2004-2009 ComunqueIncontri | mail: comunqueincontri@gmail.com
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