|
clicca sul numero verde nazionale per l'aiuto alle vittime di tratta per sapere cos'è e come funziona |
||||
|---|---|---|---|---|
| chi siamo | prostituzione | che cliente sei? | bacheca | |
| sei qui: copertina > home > che cliente sei?> un punto di vista sui clienti |
| Le diversità di comportamento sessuale di un individuo, sono fra i pochi disagi psicologici guardati con tanto moralismo da essere definiti "devianze". Ma determinare la diversità di una persona del suo comportamento sessuale implica stabilire una norma: e chi stabilisce le norme? Possiamo usare termini come deviazione sessuale, perversione o anche parafilia senza che sembrino categorie psichiatriche?
Freud (1905) notò che tracce di perversione potevano essere trovate in ogni persona il cui inconscio fosse soggetto all'esplorazione psicoanalitica. Egli pensava che in ciascuno di noi rimangono tracce del periodo evolutivo infantile. In quella fase, Freud definiva il bambino un polimorfo perverso: con tale termine voleva indicare non già una categoria psichiatrica , ma le molteplici forme (e zone erogene) che poteva assumere la sensualità dell'infante alla ricerca del soddisfacimento, e non in senso proprio della sessualità, perché quest'ultima è tale solo con la maturazione degli organi sessuali, quindi nella pubertà (3 saggi sulle teorie sessuali Freud 1905). Gli autori psicoanalisti hanno ripetutamente confermato l'osservazione di Freud secondo cui vi è in ciascuno di noi un latente nucleo"perverso".Tra gli autori contemporanei Armando Ferrari propone all'interno dell'ottica psicoanalitica una revisione del concetto freudiano di perversione: ".......In questa nuova ottica risulta molto difficile proporre spazi nei quali situare desideri, comportamenti e atti definibili come perversi........". Mentre nell'ottica freudiana viene,comunque, proposta una bipolarità: perversione e non perversione, Ferrari propone una evoluzione, in cui viene definita perversione la staticità di comportamenti estranei alle necessità evolutive dell'individuo mentre la molteplicità e la diversità di comportamenti sessuali hanno come finalità l'armonico sviluppo psichico. Mi sono più volte chiesta: qual'è la differenza tra fare sesso con una persona senza pagare e fare sesso con una persona pagandola? Forse, bisogna pensare a un "disagio" solo quando l'atto erotico è pagato allo scopo di evitare una relazione emotivamente intima con un'altra persona. In questi casi, pagare serve a "controllare" la relazione perché questa spaventa: ci si può innamorare, si ha paura di perdere i propri confini, si teme di essere abbandonati, ci si può separare, si è tremendamente gelosi, e altro. In altre parole: pagare può servire a difendersi da una relazione più matura, paritaria. Può servire ad esprimere quelle fantasie perverse che lo stesso Freud dichiara essere patrimonio di ognuno di noi: perché con la propria moglie o fidanzata non si possono pensare o fare "cose perverse". Pagare può servire ad allontanare preoccupazioni e carichi di responsabilità dei quali, in certi momenti della vita, non si riesce a prendere il carico. Dentro di noi si può essere depressi, tristi, demotivati, e per scansare i veri motivi, invece di accogliere l'autentico stato d'animo che ci consentirebbe di stare con noi stessi e rintracciarne le cause, ci si allontana utilizzando l'eccitazione della trasgressione. Pagare e fare sesso può servire a sentirsi "più uomo". O a sentirsi accettato. E si può pagare anche per paura di diventare, all'interno di una storia normale, uomo "mannaro, "cannibale", possessivo. Per paura di diventare crudeli. Ma il possesso ed il dominio, sebbene deprecabili, hanno un'unica motivazione profonda la paura di soffrire ed il bisogno potente dell'altro. Come il bambino della propria madre. Anche il bambino con la propria madre spesso è tiranno, ha bisogno della sua presenza delle sue attenzioni delle sue preoccupazioni delle sue coccole, del suo latte. E se da grandi una parte di noi rimane ancora come un bambino è perché quel bambino "soffre". Molto spesso il cliente sfugge al controllo che esso stesso, pagando, si è imposto, e si innamora della ragazza. Sono storie che, alle volte, con le complicazioni che tutte le storie hanno, vanno a buon fine. Spesso, invece, subentrano complicazioni molto serie, legate alla ragazza, alla sua condizione, alla confusione che si crea tra relazione mercenaria e relazione spontanea e molto altro. Altre volte clienti che vanno con le prostitute provano disagio, senso di colpa, a causa di una percezione più profonda della realtà drammatica della ragazza che si prostituisce o è costretta a farlo e vogliono aiutarla . Molto spesso, ognuno torna da dove è partito, dove il malessere può diventare violenza, e l'accesso alla coscienza è un privilegio vietato. |
||||
::
|
||||
:: |
||||
:: |
||||
:: |
||||
:: |
un punto di vista | |||
2004-2009 ComunqueIncontri | mail: comunqueincontri@gmail.com |
||||